21 Ott “Speriamo che sia femmina”, le donne di Monicelli
Mario Monicelli firma nel 1986 una delle sue commedie più sottili e malinconiche: “Speriamo che sia femmina”. Dietro la leggerezza dei toni e l’ironia dei dialoghi, il film traccia un ritratto profondo dell’Italia di quegli anni, un Paese in cui gli uomini appaiono disorientati e il cambiamento passa, silenziosamente, attraverso le #donne. Il femminismo ha già lasciato un’impronta visibile, ma le trasformazioni più radicali non si consumano nei cortei o nei dibattiti pubblici: avvengono nelle case, tra i rapporti familiari, nei piccoli atti di resistenza quotidiana. Ed è proprio lì che Monicelli punta lo sguardo, raccontando una comunità tutta al femminile che, di fronte al fallimento dei modelli maschili, sceglie di reagire con forza, coesione e pragmatismo.
In uno splendido casale della campagna toscana vive Elena (Liv Ullmann) insieme a un gruppo di donne legate da vincoli di sangue, affetto e consuetudine tra cui la figlia minore Malvina (Lucrezia Lante della Rovere), la sorella Claudia (Catherine Deneuve), la governante Fosca (Athina Cenci) e – unico uomo – l’anziano ed eccentrico zio Gugo. È un piccolo mondo appartato, fragile ma solido, che funziona grazie all’equilibrio tutto femminile tra lavoro, cura e convivenza. Quando riappare Leonardo, l’ex marito di Elena (Philippe Noiret), con progetti di modernizzazione e grandi debiti alle spalle, quell’equilibrio si incrina. Ma sarà proprio il legame tra le donne a permettere di resistere e di ripensare, ancora una volta, il #futuro.
E quando, nel finale, si scopre che la figlia maggiore di Elena, Franca (Giuliana De Sio) è incinta, la frase che dà il titolo al film assume un valore simbolico. Non è solo un augurio, ma una dichiarazione di fiducia: se c’è una speranza per il futuro, passa da chi sa tenere vivo ciò che conta, con forza, intelligenza e #umanità. E nel mondo stanco e disilluso di allora – come forse anche in quello di oggi – Monicelli sembra dirci che quel qualcuno, quasi sempre, è una donna. Vincitore di ben 7 David di Donatello e 3 Nastri d’Argento, “Speriamo che sia femmina” è disponibile su RaiPlay.
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