22 Gen “Rocco e i suoi fratelli”, Visconti e il prezzo del cambiamento
Posted at 09:12h
in Cinema

Alla fine degli anni Sessanta Pier Paolo Pasolini si fece portavoce delle tradizioni e della cultura popolare, opponendosi a un’idea di progresso legata al boom economico e al capitalismo, che percepiva come una forza capace di impoverire identità, linguaggi e relazioni. Ma Pasolini non fu solo in questa lettura critica di un’Italia in rapida trasformazione. Anche altri autori e registi seppero raccontare, ciascuno con il proprio sguardo, le fratture del dopoguerra. Tra questi, Luchino Visconti con quella che per noi è una vera pietra miliare del cinema italiano: “Rocco e i suoi fratelli”. Uscito nelle sale nel 1960, il film non racconta solo un passaggio cruciale della storia del nostro Paese, ma mette in luce il prezzo umano dei grandi cambiamenti sociali, mostrando come la modernizzazione e il progresso possano trasformare la vita delle persone, influenzando i legami familiari, le scelte individuali e la capacità di confrontarsi con nuove condizioni di vita.
In quel periodo, il boom economico accelera la trasformazione: il Mezzogiorno viene attraversato da un forte processo migratorio, le campagne si svuotano e le grandi città del Nord diventano il principale spazio di ridefinizione dei rapporti economici del Paese. In questo scenario prende vita la storia della famiglia Parondi. Rosaria, vedova e ostinatamente decisa a tenere unita la famiglia, lascia la Lucania insieme a quattro dei suoi figli per raggiungere Milano, dove vive già il primogenito, inseguendo una promessa di lavoro e riscatto. Ma l’impatto con la città incrina presto l’equilibrio familiare, facendo emergere differenze profonde tra i fratelli, ambizioni contrastanti e fragilità che si scontrano con una realtà dura e competitiva. A spezzare definitivamente l’unità è soprattutto il rapporto tra Rocco (Alain Delon) e Simone (Renato Salvatori): due modi opposti di affrontare il cambiamento, il sacrificio e il fallimento, che li porta a uno scontro insanabile.
Il film, interpretato anche da Annie Girardot, Corrado Pani, Claudia Cardinale, Adriana Asti e Nino Castelnuovo, vinse il Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia e ottenne numerosi riconoscimenti, tra cui Nastri d’Argento e David di Donatello. “Rocco e i suoi fratelli” – disponibile su Rai Play – dialoga idealmente con il pensiero di Pasolini: se Visconti mette in scena lo stravolgimento degli equilibri umani e familiari prodotto dall’irrompere della modernità, Pasolini ne coglie la perdita più profonda, quella delle tradizioni e delle culture popolari, ricordandoci entrambi che il progresso, quando non sa custodire ciò che viene prima, rischia di trasformarsi in una frattura irreversibile più che in una promessa di futuro.