“Il Falsario”, chi era davvero Chichiarelli?

Ci eravamo imbattuti nella figura di Antonio “Toni” Chichiarelli – il controverso personaggio che ha ispirato il film di Stefano Lodovichi “Il Falsario” – mentre ricostruivamo il complesso mosaico degli anni più oscuri della Repubblica per il nostro prossimo docufilm. Chichiarelli – noto per la sua abilità nel falsificare opere d’arte – era un uomo ai margini della cronaca, capace però di muoversi tra criminalità e zone d’ombra. Una sorta di figura metaforica di quell’epoca, la cui vicenda affonda le radici negli Anni ‘70 e ‘80 e si intreccia con uno dei momenti più drammatici del nostro Paese: il sequestro di Aldo Moro.

Toni, interpretato nel film da Pietro Castellitto, arriva a Roma con il sogno di affermarsi nel mondo dell’arte: il talento non gli manca, ma la sua propensione a sfidare le regole lo trasforma in un maestro della contraffazione, capace di replicare opere con sbalorditiva precisione. La sua ascesa non è solo artistica: si muove in una Roma ambigua, dove criminalità organizzata, estremismi politici e apparati dello Stato deviati si sfiorano e talvolta si intrecciano. Il suo talento diventa una risorsa preziosa per mondi che operano nell’ombra, dalla Banda della Magliana agli ambienti dell’estrema destra e della lotta armata, sino alle Brigate Rosse.

Tanto che il suo nome viene accostato a uno degli episodi più inquietanti del rapimento Moro: il “comunicato numero 7”, diffuso il 18 aprile 1978, che annunciava la morte dello statista democristiano e indicava il Lago della Duchessa come presunto luogo dove trovare il corpo. In realtà il comunicato era un falso, una fake news ante litteram che contribuì a depistare le indagini e ad alimentare il clima di incertezza nel nostro Paese. E sarebbe stato proprio Chichiarelli a redigerlo. “Il Falsario” – disponibile su Netflix” – riporta in luce quell’opaca figura ma, soprattutto, rinnova domande a cui mai è stata data una risposta. Chi era veramente Chichiarelli? Per conto di chi agiva? E quanto era consapevole del ruolo che stava giocando in una delle pagine più tragiche della Repubblica?

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