14 Apr Elvira Notari, la voce ritrovata del cinema italiano
Posted at 17:17h
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Durante un viaggio a New York, mentre lavorava a un documentario sulle sale frequentate dagli emigrati italiani di inizio Novecento, il regista Valerio Ciriaci scopre Elvira Notari. Tra i film più amati dalla comunità italoamericana dell’epoca riemergono le pellicole della Dora Film, la piccola casa di produzione guidata da quella che fu la prima regista del cinema italiano, pioniera del muto e figura quasi cancellata dalla memoria. Fu in quel momento che Ciriaci capì che raccontare la sua storia non sarebbe stato un viaggio nel tempo, ma anche un atto di memoria e “giustizia culturale”. Nasce così “Elvira Notari. Oltre il silenzio”.
Di Elvira Notari sopravvivono appena tre lungometraggi, due brevi documentari e qualche spezzone. Eppure, basta poco per intuire la forza del suo sguardo. Lei portava la macchina da presa nelle strade e nei vicoli di Napoli, raccontando un mondo fatto di miseria, passioni e dignità ferite, dove le donne diventano protagoniste vive di storie intense e spesso irrequiete. E uno sguardo così diretto sulla realtà non poteva che risultare scomodo. Il regime fascista arrivò a osteggiare il suo cinema fino alla censura: nelle sue immagini affiorava ciò che il potere voleva lasciare nell’ombra.. Ma il silenzio che avvolse la Notari nacque anche da altre fratture della storia: l’arrivo del sonoro che travolse il cinema muto, le pressioni del tempo e alcune ombre della sua vita privata.
L’opera di Ciriaci raccoglie ciò che resta e ricompone la figura di un’artista che ha saputo guardare il suo tempo con sorprendente anticipo. In questo senso il documentario rivela tutta la sua importanza: non limitarsi a narrare il passato, ma strapparlo all’oblio. Perché quando la memoria rischia di svanire, è proprio il cinema a diventare lo spazio in cui le storie dimenticate possono tornare a vivere. “Elvira Notari. Oltre il silenzio” – disponibile su NowTv – è anche questo: un gesto di memoria che restituisce a una donna il posto che le spetta nella storia del cinema.