30 Lug Dall’Orso d’Oro a Cannes: il ritorno di Carla Simon con “Romería”
Posted at 11:40h
in Cinema
Con “Romería. Il mare dei ricordi” – presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes – Carla Simón chiude la sua trilogia sulla memoria familiare iniziata con “Estate 1993” e proseguita con “Alcarràs”, Orso d’Oro alla Berlinale 2022.
La fotografia di Hélène Louvart, già al fianco di Alice Rohrwacher in “La Chimera”, accompagna un cinema tra i più riconoscibili del panorama europeo contemporaneo, capace di far dialogare con assoluta naturalezza la verità dei ricordi personali e la forza dell’immaginazione.
Il film – una coproduzione Elastica Films, Ventall Cinema e Dos Soles – ambienta il racconto in un’estate sulle coste della Galizia seguendo Marina (Llúcia Garcia), una diciottenne in viaggio – o meglio in una romería, un pellegrinaggio – per incontrare la famiglia del padre biologico mai conosciuto, scomparso per l’AIDS negli anni ’80. La sua ricerca si scontra però con silenzi, reticenze e una ferita generazionale ancora aperta. Ed è proprio in questa assenza di certezze che il film trova la sua unicità, raccontando il cinema come forma di guarigione: quando i ricordi mancano, il racconto si affida alla finzione per dare forma a ciò che è andato perduto.
E a noi viene subito in mente un piccolo gioiello del cinema indipendente italiano da riscoprire: “Un’ora sola ti vorrei” di Alina Marazzi. Se la regista catalana affida alla finzione il compito di immaginare un passato mai vissuto, Marazzi si muove nella direzione opposta, tornando ai filmini della propria infanzia per dare forma alla presenza assente della madre. Due sguardi diversi che si incontrano nel riconoscere che la memoria non restituisce mai tutto, ma che il cinema può provare a colmare ciò che manca.