19 Ott “L’Estranea”
Posted at 11:26h
in Cinema
A Venezia aveva chiesto più spazio per una nuova generazione di autori e ora, a soli 33 anni, Paolo Strippoli rappresenterà l’Italia agli Oscar 2027 con “L’Estranea”. Un traguardo che arriva dopo il First Runner-Up al Festival di Toronto, dove ha conquistato il prestigioso riconoscimento assegnato dagli spettatori. Un percorso che porta il film oltre i confini nazionali e si addentra in una paura molto più vicina: l’incapacità di accettare il dolore di chi amiamo, spingendoci a riscrivere il loro destino nell’illusione di proteggerli.
Anna (Jasmine Trinca) rivela alla figlia Alice (Romana Maggiora Vergano) un segreto custodito per vent’anni: quando la bambina era in pericolo, aveva chiesto aiuto a una donna misteriosa (Valeria Bruni Tedeschi), accettando in cambio di riscriverne il futuro. Una scelta nata dall’amore che, anni dopo, torna a reclamare il suo prezzo e a incrinare gli equilibri di una famiglia della borghesia barese.
Da qui Strippoli costruisce un horror psicologico in cui il soprannaturale non irrompe in una normalità perfetta, ma porta in superficie ciò che già la incrina: il bisogno di controllare la vita degli altri. Anna vuole sottrarre la figlia al dolore, ma ogni tentativo di intervenire sul suo destino genera nuove conseguenze. Il passato ritorna e quello che sembrava un modo per correggere una scelta finisce per trascinare tutti in una spirale sempre più difficile da spezzare.
Non a caso il titolo internazionale è “The Spiral”. La spirale è il movimento stesso della storia: più Anna prova a cambiare ciò che è accaduto, più finisce per alimentare quello da cui vorrebbe fuggire. Le conseguenze si rincorrono, le scelte si moltiplicano e i personaggi si ritrovano sempre più vicini al punto da cui tutto era cominciato.