19 Ott Festa del Cinema di Roma: fermarsi a guardare, provare a capire
Posted at 11:29h
in Cinema
“L’aria pesante del tempo” è l’immagine con cui Paola Malanga, direttrice artistica della Festa del Cinema di Roma, restituisce – in un’intervista La Repubblica – le inquietudini del presente e l’urgenza di raccontarle. Una sfida che si traduce nella scelta di una Festa “variegata e pop”, capace di attraversare generi e linguaggi diversi per raggiungere pubblici differenti. Dal 13 ottobre, oltre 150 film da 55 Paesi porteranno a Roma storie che interrogano il nostro presente, tra conflitti, trasformazioni sociali e nuove fragilità.
Ma come raccontare la complessità odierna nell’era del consumo immediato? Sui social, l’incessante flusso di immagini e notizie viaggia quasi sempre privo di contesto. Le reazioni precedono le domande, mentre lo spazio per l’approfondimento si riduce. Ed è in questa frattura tra vedere e comprendere che si colloca il cinema del reale, “una finestra necessaria, imprescindibile” secondo Malanga. Uno sguardo che si prende il suo tempo e supera la superficie dei fatti, restituendo loro il senso che spesso manca. I 21 documentari in programma, di cui 14 in concorso, raccolgono esattamente questa esigenza.
Questa possibilità di guardare più a fondo, tuttavia, riguarda il cinema tutto. Un film ci chiede di sostare, di seguire una storia senza ridurla a un giudizio immediato, di accettare che non tutto si lasci decifrare al primo sguardo. In un’epoca che ci abitua a passare rapidamente da uno schermo all’altro, la sala apre uno spazio diverso: quello in cui possiamo smettere di scorrere e tornare a guardare davvero. Perché capire il proprio tempo è il primo passo per non lasciarsene attraversare passivamente.