19 Ott A trent’anni dal successo di “Trainspotting”, Danny Boyle torna in Laguna
Posted at 11:17h
in Cinema
A trent’anni dal successo di “Trainspotting”, Danny Boyle torna in Laguna con “Ink”, la pellicola scelta per inaugurare l’83ª Mostra del Cinema di Venezia. Il regista di “28 giorni dopo” (2002) e “The Millionaire” (2008) porta sullo schermo la storia vera di Rupert Murdoch e Larry Lamb e della nascita di un giornale destinato a cambiare il volto dell’informazione britannica. Siamo nel 1969. Murdoch, interpretato da Guy Pearce, rileva un The Sun in difficoltà e affida a Lamb, Jack O’Connell, il compito di trasformarlo. L’idea è semplice e radicale: smettere di parlare soltanto a un’élite e costruire un giornale capace di parlare direttamente alla gente.
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Boyle sceglie di non dipingere Murdoch come un semplice villain. Preferisce metterne in luce il carisma da outsider australiano che irrompe in un ambiente tradizionalista, scardinando le vecchie regole con un linguaggio inedito. È una svolta che trasforma nel profondo il mestiere di informare: catturare l’interesse del lettore diventa prioritario rispetto alla cronaca dei fatti, e la capacità di dialogare con le masse si traduce in una nuova, enorme forma di potere.
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È probabilmente questo l’aspetto che rende “Ink” un’apertura particolarmente significativa per la Mostra di Venezia. Il film racconta una rivoluzione nata per democratizzare l’informazione e raggiungere un pubblico più ampio, ma mostra anche quanto sia sottile il confine tra raccontare i fatti, conquistare l’attenzione e arrivare a manipolarla. Una dinamica che nasce nelle redazioni di Fleet Street nel 1969 e che, ancora oggi, continua a interrogare il rapporto tra media, opinione pubblica e potere.