Landscape, Harold Pinter / 2017

Regia di Alessandro Averone con Derek Allen e Christine Reinhold

A

Harold Pinter ci accompagna nel territorio scomodo e, a tratti, inquietante che si nasconde nelle pieghe nascoste del rapporto di coppia.

I protagonisti, Beth e Duff, sono marito e moglie. Sposati da lungo tempo, si ritrovano seduti in cucina. Il passato riappare. Nella scelta di non voler comunicare se non attraverso i lori ricordi, Beth si ritrova in un tempo dove si confonde tra l’essere osservatrice di se stessa anni prima ed essere protagonista degli stessi eventi. Chi è l’uomo dei suoi ricordi? Che cosa è successo? Dove sta andando? Duff, attraverso i suoi ricordi, cerca di riconquistare la moglie, con la concretezza che marca lo spazio tra poesia e sensualità del mondo femminile e la praticità e fisicità a volte violenta del mondo maschile. Entrambi sofferenti dell’accorgersi, o rivelarsi, irrevocabilmente diversi l’uno dall’altro e di scoprire o rivelare i bisogni irreconciliabili di due mondi separati e diversi.

Landscape – “Paesaggio” fu scritto da Harold Pinter nel 1967. Pensata per il teatro, la piece fu sottoposta alla censura del Lord Chamberlain che in Inghilterra, fino al 1968, aveva il compito di approvare ogni lavoro prima della rappresentazione in pubblico, eliminando i contenuti ritenuti sediziosi o offensivi. Pinter non volle cambiare il testo e Landscape fu portata in scena per la prima volta il 2 luglio 1969 dalla Royal Shakespeare Company all’Aldwych Theatre di Londra. Gli interpreti furono Peggy Ashcroft e David Waller, diretti dal grande Peter Hall, lo stesso che diresse Old Times nel 1971.

In Italia “Landscape” fece il suo esordio in radio nel gennaio 1970 per la regia di Sandro Sequi che affidò le voci dei protagonisti a Gianni Santuccio e alla grande Lilla Brignone.

Credits

Traduzione: Alessandra Serra

Durata: 60 minuti

Produzione: A World Whit A View

Regia: Alessandro Averone

Interpreti: Christine Reinhold (Beth) e Derek Allen (Duff)

Scenografia: Mauro Radaelli

Luci: Claudio De Pace

Illustratore: Roberto Ronchi

Grafica: Veronica Wolff

Costumi: Nicoletta Ceccolini

Video: Fabio Iaquone and Luca Attilii Iaquone Attilii Studio

“La sabbia continuava a muoversi, mescolando i contorni”

Note di Regia

Un viaggio attraverso le anse di ciò che rimane segreto e inespresso, celato sotto strati di quotidianità.

La paura e l’incapacità di ri-vedere il proprio partner incatena Duff e Beth ad una routine che diventa una vera e propria gabbia, uno spazio limitato e limitante dal quale inevitabilmente sporgersi verso l’esterno. Verso quel luogo privo di contorni definiti abitato dal proprio inconscio che prende la forma delle nostre paure e dei nostri desideri inconfessabili.